Napoletano classe 1903, Leone è un uomo impegnato. Anche politicamente: il fratello minore Carlo, anch’egli tra i maggiorenti della Democrazia Cristiana nel Mezzogiorno, diviene nel 1970 presidente della Regione Campania. Nella vita civile è un avvocato e un giurista di chiara fama. Si deve in buona parte a lui la redazione del Codice della Navigazione del 1942, di cui studia e realizza tutta la sezione riguardante la responsabilità penale. Insegna Diritto Penale e Procedura Penale a Camerino, Messina e Bari dove tra l’altro accoglie come assistente un giovane Aldo Moro. Durante la guerra è ufficiale ausiliario della giustizia militare e in questa veste si segnala per la scarcerazione da lui firmata di 49 antifascisti subito prima dell’occupazione tedesca della città di Napoli. Dedicatosi all’attività forense, è protagonista in vari processi scatenando varie polemiche: difende i vertici della SADE nel processo del Vajont; difende il bancarottiere Felice Riva nella causa per il fallimento del cotonificio Vallesusa – l’erede della grande fortuna brianzola scapperà in Libano per sottrarsi alla carcerazione; un altro assistito eccellente di Leone è Nino Rovelli, il re della chimica, che finisce nel mirino della Cassa del Mezzogiorno con l’accusa di aver impiegato in maniera fraudolenta dei fondi pubblici.