Joseph Ratzinger: Tra Fede, Potere e Scandali in Vaticano

Nei corridoi del Vaticano gli avevano affidato un nomignolo che aveva un che di simpatico. Negli anni Ottanta lo avevano soprannominato il “Panzer Cardinal”, insomma il cardinale corazzato. Ma non era perché il nostro protagonista di oggi avesse trascorsi giovanili nelle truppe corazzate, anche se quella militanza imposta nella gioventù hitleriana, poi il servizio nella difesa antiaerea e in un battaglione reclute in Baviera, pesavano sul suo curriculum.
Certo, si sarebbe detto in seguito che in realtà il giovane Joseph Ratzinger era stato obbligato a prestare servizio nelle truppe della Germania nazista. Qualcuno insinuò la possibilità che Ratzinger potesse disertare, come effettivamente a un certo punto sembrò fare, ma le macchie tendono a restare, soprattutto se i personaggi in questione sviluppano una personalità complessa e una vicenda personale ancora più intricata. È difficile da analizzare, esponendosi così a critiche, a volte giuste, a volte esagerate o ingenerose.

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Chi Era Josef Ratzinger?

Joseph Ratzinger aveva fama di intransigente all’interno della gerarchia ecclesiastica, di uomo tutto d’un pezzo, non disposto a cedere nemmeno un millimetro né sulle questioni puramente fideistiche, né tanto meno su quelle organizzative e di potere sotto la cupola di San Pietro. Si può dire che Joseph Ratzinger non fosse esattamente una persona morbida con cui trattare. Tuttavia, bisogna riconoscergli un merito: era indubbiamente un teologo molto preparato, forse uno dei migliori all’interno della scuola tedesca.

Proprio questa sua grande intelligenza, la sua sottigliezza e l’enorme bagaglio culturale, ovviamente all’interno delle questioni di fede e di dogmatica, furono i motivi per cui il cardinale Frings lo volle con sé in occasione del Concilio Vaticano II. Quel concilio, convocato da papa Roncalli, Giovanni XXIII, e poi concluso da Paolo VI, mirava a dare una svecchiata alla liturgia ecclesiastica per adattarla ai tempi moderni. In Vaticano ci si era resi conto che la celebrazione liturgica si stava allontanando sempre di più da una società che procedeva a velocità quadrupla rispetto all’adeguamento dello stesso Vaticano.

L’Ascesa In Vaticano

Frings aveva voluto il giovane Ratzinger al suo fianco come esperto e collaboratore. Quella vetrina, un’occasione di ampio respiro, venne sfruttata abilmente da Ratzinger, che in breve tempo si costruì la fama di ascoltato consigliere, rafforzata poi nel corso del Concilio, poiché anche altri cardinali impararono a conoscerlo e ad apprezzarlo per il suo enorme bagaglio culturale riguardo alla religione cattolica. Nella Curia romana, Ratzinger cominciò a farsi molti amici, tra cui Montini, il futuro papa Paolo VI, che, finito il Concilio Vaticano II, gli avrebbe concesso la porpora cardinalizia.

Diventare cardinale può essere visto all’interno della gerarchia ecclesiastica come un punto d’arrivo. Molti alti prelati avrebbero dato qualsiasi cosa per ottenere quella carica. Uno di questi, già incontrato nelle nostre storie, era Paul Marcinkus, che fece di tutto per ottenerla senza riuscirci. Ratzinger, invece, non ebbe bisogno di trame o di strategie sottili per ottenere la carica. Gli bastò dimostrare la sua fedeltà alla Chiesa e la sua capacità di interpretare le necessità della liturgia e della dottrina.

Dal Sant’Uffizio Al Papato

L’ascesa di Ratzinger divenne però irresistibile non tanto con Montini, né con Albino Luciani (Giovanni Paolo I), ma con Karol Wojtyła. Forse Wojtyła vide in Ratzinger un baluardo, una sorta di bastione di intransigenza, ma anche di assoluta ferrea volontà di conservazione della tradizione. Per questo motivo gli affidò quello che un tempo si chiamava il Sant’Uffizio, la Congregazione per la Dottrina della Fede.

Il Sant’Uffizio non gode storicamente di una buona nomea. Un tempo era la Santa Inquisizione, l’organismo che in tutta Europa scovava, perseguitava e condannava gli eretici o chiunque fosse giudicato un nemico della Chiesa romana. La Congregazione per la Dottrina della Fede, il nuovo nome assunto dal Sant’Uffizio, era rimasta forse il dicastero più temuto fra tutti in Vaticano. Ed è proprio lì che Ratzinger si guadagnò il soprannome di “Panzer Cardinal”, per la sua capacità di superare qualunque ostacolo come un mezzo corazzato.

La sua potenza non derivava da un’esperienza bellica, ma dal peso diplomatico e dalla sua fitta rete di amici e collaboratori all’interno della Curia e oltre. Fu proprio Ratzinger, alla fine degli anni Settanta e negli anni Ottanta, a intervenire pesantemente su un argomento delicato: la massoneria. In quegli anni si manifestava in Europa e a Roma un tentativo di riconciliazione tra la Chiesa cattolica e la massoneria. Alcuni prelati tedeschi spingevano per un dialogo, ma Ratzinger, come capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, emise un documento che sconfessava non solo i vescovi promotori di questa apertura, ma anche la dottrina di Giovanni XXIII e Paolo VI, che avevano manifestato una tenue disponibilità verso i massoni.

La Rinuncia Al Papato

Gli anni Ottanta furono anche il periodo degli scandali per il Vaticano, prima la questione dello IOR e del Banco Ambrosiano, poi i casi di pedofilia che cominciavano a emergere in diverse parti del mondo. Ratzinger si trovò a gestire questi problemi e la sua gestione, con la promulgazione di documenti controversi, sollevò molte critiche.

Nonostante la sua ferma determinazione e la sua fedeltà assoluta alla dottrina cattolica, non erano in molti a scommettere su Ratzinger come successore di Giovanni Paolo II. Tuttavia, la sua elezione non fu una sorpresa per chi conosceva bene il pontificato di Wojtyła. Ratzinger si presentava come un continuatore di Wojtyła, con una visione ancora più tradizionalista e intransigente. Il suo pontificato, sotto il nome di Benedetto XVI, sarebbe stato segnato da scandali, incidenti diplomatici e tensioni interne alla Chiesa.

Nonostante le difficoltà, Benedetto XVI lasciò il segno nella storia della Chiesa cattolica, fino alla sua clamorosa rinuncia al papato nel 2013, un evento senza precedenti nella storia moderna del Vaticano.

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